Ho letto questo libro.
L'ho letto con l'approccio dell'autore e posizionandomi da varie angolazioni. Il primo punto di vista: la narrazione. Un viaggio nel tempo di crescita di una persona. Dall'infanzia, passando per l'adolescenza, arrivando ad una prima maturità e poi a una seconda. Un percorso iniziato senza ostacoli che poi si è evoluto in maniera non sempre favorevole, ma con incrollabile determinazione. Il secondo punto di osservazione lo stile narrativo. Un po' troppo semplice e slegato, ma, e qui arrivo ad un altro angolo, in alcuni tratti tanto evocativo. Il viaggio in motorino è quasi poetico. Soprattutto in quel sí detto da una madre in pena, che non può bloccare un sogno e se ne assume una responsabilità pesante.
E arrivo alle conclusioni in cui ci sono dei punti fermi. Punti e suggerimenti frutto, sicuramente, di esperienze proprie ed altrui ma comunque somatizzate dall'autore come regole di vita e non di semplice sopravvivenza. Nel complesso un libro di avventura come quella di ciascuno di noi. Non straordinaria ma vera. E portata nel mondo e a conoscenza del mondo con coraggio.
di Franca Maggiore
